È nata la European Federation for Freedom of Belief

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Di Marzio: Ci battiamo contro le etichette, non esistono le sette

(DIRE - Notiziario Psicologia) Roma, 12 gen. - È nata la European Federation for Freedom of Belief (FOB). Creata a Roma nel gennaio 2015, è stata presentata a Montecitorio il mese scorso alla presenza dei rappresentanti di nove minoranze religiose italiane: Hare Krishna, Comunità di Damanhur, Mormoni, Avventisti del settimo giorno, Unione Buddhista Italiana, Istituto Buddhista della Soka Gakkai, Chiesa dell'Unificazione, Associazione delle donne ebree e una rappresentanza dell'Associazione italo-somala. La FOB riunisce quattro organizzazioni non governative (danese, italiana, francese e rumena) impegnate in Europa nella difesa della libertà di religione e di credo. "L'intento è realizzare l'idea che Ernesto Rossi aveva dell'Europa: un continente che difende i valori comuni, e non solo gli interessi economici". A dirlo è Raffaella Di Marzio, esperta di Psicologia delle religioni, studiosa del Centro Studi sulle Nuove Religioni di Torino e segretaria della FOB, che aggiunge: "Ci proponiamo di attuare le linee guida FOrB (Freedom of Religion or Belief) emanate dall'Unione europea (Ue) nel giugno 2013, ma non ancora messe in pratica in tutti gli stati europei. In questo documento si afferma che la libertà di religione e credo è una libertà fondamentale, nonché un diritto umano inviolabile".

- Di che libertà stiamo parlando? "Della libertà di aderire o lasciare qualsiasi religione. La libertà di non essere religiosi, cioè di non aderire ad alcun tipo di spiritualità senza che questo comporti discriminazioni. Inoltre- precisa l'esperta- le Linee guida della Ue affermano che, se in uno Stato c'è una religione di maggioranza, lo Stato non può favorire quella religione a dispetto delle minoranze. Ci devono essere pari diritti per tutti". Oltre ai casi di persecuzione e discriminazione, "ci sono anche dei casi di stigmatizzazione, pregiudizio e isolamento verso minoranze religiose che risultano meno evidenti. L'Unione europea sta chiedendo alla società civile di portare alla luce queste situazioni- fa sapere Di Marzio- non è necessario che la persecuzione arrivi ad uccidere o a fare del male fisico, anche la sola discriminazione/ghettizzazione di una minoranza deve essere eliminata".

- Come mai nasce questa federazione? "Dal 2000 alcuni esponenti del Parlamento italiano stanno cercando di reintrodurre il reato di plagio, attraverso la presentazione di Disegni di Legge, in particolare nel 2005 e 2011. Secondo questi parlamentari esisterebbe in Italia un pericolo gravissimo di plagio- racconta Di Marzio- perpetrato da sette religiose che farebbero una specie di lavaggio del cervello ai loro proseliti, commettendo un reato di manipolazione mentale che distrugge la libertà delle persone. Un reato inesistente, perché non è possibile stabilire quando la scelta di una persona sia libera e quando condizionata".

- Quali sono i vostri obiettivi? "Ci battiamo affinché a livello educativo, informativo e culturale non ci siano gruppi etichettati come sette; monitoriamo le violazioni delle Linee guida di FoRB inviandone un rapporto periodico al governo italiano, al Parlamento europeo e al Consiglio d'Europa; sollecitiamo l'approvazione della legge sulla libertà religiosa in Italia; continuiamo a contrastare la disinformazione diffusa da molti media, in particolare dalla televisione pubblica".

La FOB sottolinea quello che il Consiglio d'Europa ha "già evidenziato in molte raccomandazioni: 'Non ha alcun fondamento scientifico, storico e giuridico la distinzione tra religioni e sette. Non esiste la 'setta' ma solo degli atteggiamenti settari. Non è mai esistita in Italia un'organizzazione che sia stata condannata o i cui reati siano stati compiuti come se fosse una colossale associazione a delinquere in cui tutti compiono gli stessi reati. Non si può generalizzare il comportamento del singolo membro del gruppo e dire che tutto il gruppo sia colpevole dello stesso reato. Ad esempio- chiosa la psicologa- anche se nella Chiesa cattolica ci sono un certo numero di sacerdoti e vescovi che si sono macchiati di atti di pedofilia, nessuno dirà mai che la Chiesa cattolica è un'organizzazione pedofila, perché è riconosciuta come una religione istituzionale e accettata. Non ci comportiamo, però, allo stesso modo se abbiamo di fronte una minoranza".

- Qual è la differenza tra setta e religione? "Essere chiusi, praticare riti strani ed essere diversi da altri significa meno di nulla. Se un'associazione non commette reati non va etichettata come setta, e se singoli membri abusano e sfruttano altri membri, essi sono chiamati a rispondere dei loro atti come individui". Per Di Marzio "siamo tutti vittime di una cattiva informazione mediatica che ha creato un mostro che non esiste". La FOB non si occupa solo di questo problema, ma di moltissimi casi diversi: "Della legge che, nel Nepal, impedisce il proselitismo al caso giapponese di giovani rapiti dai genitori per deprogrammarli con l'aiuto di esperti, essendo affiliati a gruppi etichettati come 'settari' (ad esempio la Chiesa dell'Unificazione). O ancora dei cristiani perseguitati in Pakistan, privi del diritto all'asilo politico". Nel settembre 2015 FOB ha segnalato all'OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) "la gravissima violazione del diritto alla libertà religiosa perpetrata dalla legge anti-moschee lombarda. Sulla base di tre diverse interrogazioni parlamentari, abbiamo segnalato, come già fatto nel 2013, l'anomalo caso italiano dell'esistenza di una squadra di polizia, creata nel 2006, per combattere le sette".

- In Italia abbiamo avuto casi di deprogrammazione? "In Italia, negli anni '80, ci sono stati sei o sette casi di deprogrammazione di giovani Hare Krishna e un caso di una ragazza rapita dai genitori per farle abiurare la religione della Chiesa di Scientology. Lei riuscì a sfuggire alle violenze e denunciò i suoi sequestratori. Il pubblico ministero (Pm) di allora archiviò tutto e nessuno venne perseguito per il sequestro di persona e le violenze subite durante il rapimento. Secondo il Pm, i deprogrammatori erano meno pericolosi di Scientology, 'I genitori lo avevano fatto per il suo bene- afferma Di Marzio citando le parole del Pm- piuttosto si sarebbe dovuto indagare di più su Scientology'. A nulla valsero le richieste di aiuto e di avere giustizia che la giovane inviò alle più alte cariche dello Stato", conclude il segretario della Fob.

Qui tutto il convegno di presentazione della European Federation for Freedom of Belief, con foto e audioregistrazioni degli interventi

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