Si inasprisce la persecuzione russa contro i Testimoni Geova

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Risale a due giorni fa la notizia ANSA sull’inasprimento della repressione dei Testimoni di Geova da parte della Federazione Russa. Anche il Governo di Sua Maestà ha duramente criticato l’operato russo con una dichiarazione rilasciata il 12 marzo da Neil Bush, Ambasciatore britannico presso il Consiglio Permanente dell’OSCE. «La sentenza della Corte suprema russa del luglio 2017, che ha respinto l'appello contro la decisione di classificare i Testimoni di Geova come "estremisti", ha criminalizzato il pacifico culto di 175.000 cittadini russi e ha violato il diritto alla libertà religiosa sancito dalla Costituzione russa, e in molteplici impegni OSCE. Da quella sentenza, abbiamo assistito a un numero crescente di detenzioni, indagini penali e azioni penali contro i Testimoni di Geova in tutta la Russia. Ci associamo alla profonda preoccupazione per le accuse di tortura e maltrattamenti dei Testimoni di Geova».

Da anni FOB denuncia la persecuzione dei Testimoni di Geova e delle minoranze religiose in Russia fomentata da gruppi e personaggi legati alla FECRIS, primo fra tutti Aleksander Dvorkin, vice-presidente della FECRIS e direttore del Centro di Ricerca e Studi Religiosi Sant’Ireneo, una associazione russa facente parte della FECRIS. Nel 2009 Dvorkin, che è anche un personaggio di spicco della Chiesa Ortodossa russa, fu chiamato dal Ministro della Giustizia russo a dirigere il Consiglio ministeriale per la conduzione di studi e analisi sui fenomeni religiosi. Dvorkin ha altresì avuto il ruolo di consulente e avvocato nel processo contro i Testimoni di Geova.  Essendo notorio che la Chiesa Ortodossa russa ostracizza qualsiasi altra religione “rivale”, è questo un classico esempio di lupo famelico messo a guardia dell’ovile, e gli effetti lo dimostrano.

FOB ha denunciato anche lo strano comportamento di altri personaggi della FECRIS e dell'associazione consorella americana ICSA, come il caso di Jorge Erdely Graham, ricercato per crimini orribili dopo aver militato per anni con l'ICSA e collaborato con FECRIS.

Secondo l’ANSA, molti Testimoni di Geova hanno perso il posto di lavoro, la pensione, la disponibilità del proprio conto bancario e alcuni sarebbero perfino stati picchiati e torturati. Nell’ultimo mese - riporta l’ANSA - i Testimoni di Geova sotto processo per estremismo erano 333, i detenuti 163 e le case perquisite 866.

«La comunità di fedeli perseguitata in Russia, i Testimoni di Geova, – prosegue la nota ANSA – è la stessa che, per il suo pacifismo, fu perseguitata sotto il nazismo (e il comunismo), la stessa che nei campi di concentramento nazisti era identificata da un triangolo viola».

La notizia è stata diffusa, tra gli altri, anche da AgenPress con il significativo titolo: Russia, centinaia di Testimoni di Geova incriminati perché professano la loro fede.