ArteQuantica: alla Triennale di Milano il "Ponte fra Continenti" di Speranza

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Arte Quantica

L'associazione ArteQuantica ha presentato il 9 luglio, presso il Salone d'Onore della Triennale di Milano, il progetto "Ponte fra Continenti" ideato da Danilo Speranza, uno spazio interculturale dove artisti italiani e africani hanno realizzato insieme grandi opere d'arte figurativa. Si tratta di immagini che sgorgano da un processo creativo particolare: lo spazio vuoto della tela, anziché luogo che comprende le pulsioni e i pensieri espressi da un singolo autore, diventa una scena che accoglie decine di artisti di diversa provenienza geografica e culturale. A guardare opere come "Retrocausazione", caleidoscopica rappresentazione del rapporto fra presente e passato ispirata alle più recenti teorie di fisica quantistica, sembra incredibile che menti e tipi psicologici diversi siano riusciti a trovare una simile sinergia e convergenza, tanto da produrre lavori che suggeriscono invece una profonda coerenza spaziale.

L'iniziativa s'inserisce nell'ambito del progetto di cooperazione internazionale "Bits of Future: Food for All", salutato con entusiasmo dall'Unione Africana, che tramite una tecnologia innovativa punta a trasformare le biomasse di scarto in prodotti alimentari commestibili. Tali risultati sarebbero messi a disposizione dei Paesi in via di Sviluppo a titolo completamente gratuito; e si può ben spiegare l'enorme interesse che il progetto sta suscitando nei rappresentanti dell'Unione e dei singoli Paesi africani. Non a caso Elvis Paul Tangem, rappresentante del Dipartimento dell'Economia Rurale e dell'Agricoltura dell'Unione Africana, inserisce "Bits of future" nell'ambito di "uno dei progetti più importanti della Commissione dell'UA: 'The Green Wall for Sahara and Sahel'", che si propone di fronteggiare il problema della scarsità di risorse naturali all'origine della povertà e dei fenomeni migratori figli dell'assoluta disperazione; da un anno Tangem sta collaborando con Scienza per Amore nonostante le varie traversie che hanno visto l'associazione, suo malgrado, protagonista.

Il gruppo di Danilo Speranza, infatti, che lotta da anni per riuscire a portare a termine il progetto "Bits of Future", è accusato di essere una "setta" pericolosa; le loro iniziative umanitarie sarebbero una truffa: eppure, al di là di ogni valutazione, il progetto gode dei massimi riconoscimenti scientifici e dell'interesse internazionale per via delle potenzialità degli impianti HYST nel contesto mondiale piagato dal dramma dello sterminio per fame. In questi mesi, si sta svolgendo il processo nei confronti dell'associazione, a suo tempo denunciata per truffa proprio a causa di quegli stessi impianti che stanno oggi riscuotendo successo nel mondo. Parallelamente, si attende l'appello per Danilo Speranza, rappresentato dai media come il "guru di san Lorenzo", condannato in primo grado a dieci anni di carcere per violenza sessuale in un caso particolarmente controverso: e in attesa che la giustizia faccia il suo corso (lo stesso Speranza afferma di avere fiducia nella giustizia), non resta che chiedersi quali saranno i nuovi sviluppi del progetto "Bits of Future", nella speranza che i popoli che oggi muoiono di fame possano effettivamente trovare nella tecnologia un aiuto insperato per fermare la strage che stanno vivendo.

Se le accuse nei confronti di Speranza e del gruppo sono molto gravi, la vicenda è stata però ampiamente strumentalizzata politicamente per la reintroduzione del reato di plagio e da alcuni movimenti anti-sette, senza contare gli interessi che ruotano attorno a una tecnologia che l'associazione vorrebbe usare a scopo umanitario, ma che ha enormi implicazioni dal punto di vista energetico (biocarburanti). Al di là delle anomalie e delle polemiche che sono ruotate intorno al caso, ciò che colpisce è la distanza tra la rappresentazione mediatica del movimento (una "setta" con il "guru" che pratica il "condizionamento mentale") e il dato oggettivo che vede il tribunale impegnato a valutare se siamo davanti a una truffa o a una scoperta scientifica che potrebbe portare benefici senza precedenti soprattutto nell'ambito umanitario a cui è destinata. Sì, perché qui la verità per una volta è bianca o nera: da un lato gli attestati di importanti istituti scientifici e sanitari, di ambasciatori africani, o la lettera d'incoraggiamento dell'ex Segretario della Presidenza della Repubblica, che certificano la validità del progetto di un'associazione che vanta anch'essa un ampio curriculum di riconoscimenti alle spalle; dall'altro i giornali che descrivono un gruppo impegnato a riscuotere denaro per macchinari fasulli, una "setta new age" che operava questa truffa grazie al carisma di un pericoloso "guru" dedito allo stupro e al raggiro.

Ma ancora di più stupisce il silenzio delle istituzioni italiane su un piano di cooperazione internazionale di tali proporzioni: sembra quasi che l'imbarazzo politico nel sostenere un movimento scomodo, associato alla parola "setta", prevalga sul dovere istituzionale di appoggiare programmi che aiutino i paesi in via di sviluppo. Eppure il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ribadito l'importanza del sostegno ai progetti di cooperazione fin dai primi interventi del suo recente mandato. Non si contano, del resto, le dichiarazioni dei rappresentanti di Paesi africani in cui si chiede al governo italiano una collaborazione sulla tecnologia HYST, sottolineando l'importanza del progetto.

Salta inoltre agli occhi l'enorme enfasi mediatica sull'accusa di "setta", soprattutto contro un gruppo che non costituisce un movimento religioso, ma ha avviato in passato iniziative riconosciute ed efficaci legate allo Yoga, ad esempio nelle carceri; i casi che FOB ha seguito e sta seguendo (Romania, Italia, Finlandia) di stigmatizzazione delle pratiche Yoga fanno riflettere sulla vicenda di Scienza per Amore e sulle minacce alla libertà religiosa e spirituale in Europa. Perché al di là della tecnologia HYST, vale la pena sottolineare che l'immagine negativa del movimento è profondamente legata allo Yoga e alla figura del "guru" associata al lavaggio del cervello: dinamiche analoghe a quelle riscontrate nella vicenda MISA Yoga, Ananda Assisi e che ora si comincia a ravvisare in Natha Finland. Quand'anche fosse comprovata la cattiva fede di un gruppo spirituale, religioso, o di un movimento che incorpora pratiche spirituali all'interno delle sue attività umanitarie e di sensibilizzazione sociale, la propaganda anti-Yoga raggiunge comunque livelli spropositati rispetto all'inesistente pericolo che la disciplina millenaria comporta, e in questo caso specifico ha poi fornito il piedistallo su cui è stata eretta la gogna contro il movimento, sebbene la controversia apparentemente poggi su altre basi: al tempo stesso le tesi sul "lavaggio del cervello" operato dalla "setta New Age" hanno una parte cruciale nelle accuse contro l'associazione, e occorrerà vigilare affinché la giusta azione di un tribunale chiamato a verificare i benefici effettivi di una risposta tecnologica al problema della fame nel mondo non sia influenzata dall'ennesima "caccia alle streghe".

Camillo Maffia

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