Legge Veneta. Verso l'impugnazione

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La legge definita “anti-moschee” colpisce tutte le minoranze religiose.

Dora Bognandi/Notizie Avventiste – Qualcosa sembra muoversi sul fronte della legge della Regione Veneto ufficialmente rubricata come “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio”, ma che in realtà viene da tutti definita “legge anti-moschee”. Essa riprende alcune norme della legge lombarda sui luoghi di culto e, nella sua disciplina per la realizzazione delle strutture religiose, prevede così tante limitazioni da spingere le varie confessioni ad allontanare dai centri abitati i loro luoghi di culto. Tale legge colpisce non solo le moschee, ma anche le chiese evangeliche e perfino le future strutture cattoliche.

Il 13 maggio l’on. Gessica Rostellato, durante il question time, ha presentato un’interpellanza parlamentare, firmata da tutti i parlamentari PD veneti, per denunciare la pericolosità di una legge che limita la libertà religiosa attraverso vincoli urbanistici, il ricorso all’istituto referendario e vincoli linguistici che non sono di competenza regionale.

Nella risposta che il governo ha dato all’interpellanza, il sottosegretario Baretta, come comunica il deputato valdese Luigi Lacquaniti, ha informato che è in corso la necessaria istruttoria e che, entro il prossimo 14 giugno, il provvedimento sarà esaminato dal Consiglio dei Ministri e l’atto potrà, quindi, essere impugnato.

Ci auguriamo che il governo consideri con la dovuta attenzione questi provvedimenti legislativi regionali perché rischiano di moltiplicarsi, come sta succedendo anche nella Regione Emilia Romagna, dove un partito politico ha presentato un disegno di legge analogo.

L’European Federation for Freedom of Belief (FOB) – federazione di associazioni che si battono per la libertà di religione, credo e pensiero – ha lanciato una petizione online che ha già raccolto oltre mille firme.

Fonte: news.avventisti.it