Le autorità cinesi reprimono e arrestano i membri della Chiesa Domestica

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Stanno emergendo notizie di una massiccia campagna in corso da parte della polizia cinese per reprimere e arrestare centinaia di membri della Chiesa Domestica cinese nella contea di Taishun, città di Wenzhou, nella provincia di Zhejiang.

L'ultima repressione delle chiese domestiche cinesi è avvenuta tra il 13 e il 18 dicembre. Testimoni locali hanno riferito tramite i social media e altre network della presenza di numerosi posti di blocco, pattuglie di polizia in movimento e taglie in denaro offerte per la cattura dei leader delle chiese domestiche.

Secondo quanto riferito, più di 100 membri delle chiese domestiche locali sono stati fermati e infine arrestati durante questi sei giorni di repressione. La polizia ha anche chiesto alla popolazione di fornire informazioni, offrendo ricompense in denaro, in modo da poter arrestare i cristiani accusati di essersi opposti alla confisca dei terreni e alla rimozione dei simboli cristiani e delle croci nella contea di Taishun.

Quest'ultima ondata di persecuzioni nei confronti dei cristiani cinesi arriva dopo mesi di tensioni tra le autorità locali e i leader delle chiese domestiche. Le autorità comuniste insistono nel voler installare simboli comunisti nelle chiese, rimuovere simboli cristiani quali le croci e applicare una nuova politica educativa di stampo comunista.

Il governo cinese, guidato e controllato dal Partito Comunista Cinese, considera il cristianesimo una minaccia all'autorità dello Stato. Di conseguenza, ha intrapreso un'intensa campagna di persecuzione contro le chiese domestiche che non fanno parte degli enti “religiosi” guidati dallo Stato, come l'Associazione Patriottica Cattolica o il Movimento Patriottico delle Tre Autonomie protestante. Queste istituzioni religiose guidate dallo Stato fungono da portavoce della propaganda governativa.

Fonte: adhrrf-orgICC