Russia: pene abnormi inflitte ai Testimoni di Geova

Il 3 marzo 2020 il signor Artëm Gerasimov, fedele della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, è stato condannato dal Tribunale di Jalta (Crimea) ad una sanzione di 400.000 rubli (circa 5.300 €) con l’accusa di praticare la propria religione,  reato sancito dall’infelice legge Yarovaya che etichetta i Testimoni e altre minoranze religiose invise alla dominante religione ortodossa come “estremiste”. Gerasimov non si è perso d’animo ed è ricorso in appello, ma il 4 giugno 2020 l’alta corte della Crimea lo ha condannato a sei anni di reclusione, sempre sulla base di essere un “pericoloso estremista”.

L'America e la libertà religiosa nel mondo

Il 2 giugno scorso, il presidente Donald J. Trump ha firmato un Ordine Esecutivo sulla promozione della libertà religiosa internazionale, incaricando il Dipartimento di Stato USA di dare priorità alla libertà religiosa internazionale nella sua attuazione della politica estera e del bilancio.

«La libertà religiosa, la prima libertà americana, è un imperativo morale e di sicurezza nazionale» recita l'ordine esecutivo. «La libertà religiosa per tutte le persone in tutto il mondo è una priorità della politica estera degli Stati Uniti e gli Stati Uniti rispetteranno e promuoveranno con forza questa libertà».

Testimoni di Geova e l'obiezione di coscienza

Vittime dell’Olocausto, derisi, discriminati, oggetto di virulenti attacchi da parte degli antisette e di fake news confezionate ad hoc, da sempre i Testimoni di Geova sono un esempio di integrità e altruismo concretizzatosi con conquiste epocali sul piano dei diritti umani. Così è stato per la libertà di scelta terapeutica e per il diritto all’obiezione di coscienza, oggi riconosciuto diritto inalienabile. Un sondaggio promosso dalla sede nazionale della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova ha portato alla luce gli sforzi eroici sostenuti dai giovani Testimoni durante l’arco temporale che va dal 1960 al 1990.

Il diritto di credere e non credere

La Suprema Corte di Cassazione sulla propaganda dell’UAAR: vietato discriminare atei e agnostici nella professione del loro credo 'negativo'. Si possono condividere o meno le idee e approvare o meno le iniziative dell’UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti), ma hanno certamente il diritto inalienabile di credere (e non credere) quel che gli pare e manifestare liberamente le loro idee. Diritto sacrosanto sancito dalla Carta Costituzionale (art. 21), ma tutt’altro che scontato. Infatti, per affermare questo diritto e poter affiggere alcuni manifesti con i quali esprimevano la loro idea, hanno dovuto dar battaglia legale per sette anni e far ricorso fino alla Suprema Corte avverso a precedenti sentenze censuranti.

Russia: pene abnormi inflitte ai Testimoni di Geova

Il 3 marzo 2020 il signor Artëm Gerasimov, fedele della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, è stato condannato dal Tribunale di Jalta (Crimea) ad una sanzione di 400.000 rubli (circa 5.300 €) con l’accusa di praticare la propria religione,  reato sancito dall’infelice legge Yarovaya che etichetta i Testimoni e altre minoranze religiose invise alla dominante religione ortodossa come “estremiste”. Gerasimov non si è perso d’animo ed è ricorso in appello, ma il 4 giugno 2020 l’alta corte della Crimea lo ha condannato a sei anni di reclusione, sempre sulla base di essere un “pericoloso estremista”.

L'America e la libertà religiosa nel mondo

Il 2 giugno scorso, il presidente Donald J. Trump ha firmato un Ordine Esecutivo sulla promozione della libertà religiosa internazionale, incaricando il Dipartimento di Stato USA di dare priorità alla libertà religiosa internazionale nella sua attuazione della politica estera e del bilancio.

«La libertà religiosa, la prima libertà americana, è un imperativo morale e di sicurezza nazionale» recita l'ordine esecutivo. «La libertà religiosa per tutte le persone in tutto il mondo è una priorità della politica estera degli Stati Uniti e gli Stati Uniti rispetteranno e promuoveranno con forza questa libertà».