Cina

Diritti umani, Cina e Olimpiadi invernali: boicottare o non boicottare?

I Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022 sono alle porte e il dibattito se partecipare o boicottare l'evento che darà sempre più prestigio alla Cina e al suo governo, mitigando o nascondendo le sue politiche di violazione dei diritti umani, è più che mai attuale. Sull'argomento pubblichiamo un articolo firmato dalla studiosa Zsuzsa Anna Ferenczy per Human Rights Without Frontiers.

Abbattuta un'altra statua gigante del Buddha nella contea di Drago

Tibet Watch — Monaci e civili arrestati e torturati in detenzione durante un'ondata di demolizioni. Tibet Watch ha appreso da fonti che un'altra gigantesca statua di Buddha è stata abbattuta nell'ondata di demolizioni in corso nella contea di Drago, che ha visto abbattere anche una statua di Buddha di 30 metri, 45 ruote di preghiera e una scuola monastica tibetana. Diversi monaci e civili sono stati arrestati per aver espresso il loro dissenso. Durante la detenzione è stato dato loro poco cibo e alcuni sono stati torturati.

La Cina distrugge una statua del Buddha per distruggerne la religione

Mentre l’occidente sta festeggiando le festività natalizie con, Capodanno ed Epifania, e la Cina si prepara a festeggiare il capodanno cinese, il popolo tibetano piange la distruzione – l’ennesima – di un simbolo della loro religione e della loro cultura millenarie ad opera della dispotica e lugubre dittatura del Partito Comunista Cinese. A poco meno di un mese dall’inizio delle Olimpiadi Invernali 2022 di Pechino, la Cina mostra ancora una volta alla comunità internazionale il suo vero volto in sfregio ai diritti umani che animano i Giochi e i sentimenti delle altre nazioni partecipanti.

La giustizia italiana riconosce il diritto di asilo dei membri della Chiesa di Dio Onnipotente

Il 2021 si chiude con una bella notizia per la CDO (Chiesa di Dio Onnipotente), la congregazione cristiana presa di mira dal Partito Comunista Cinese. Due importanti sentenze, una della Corte Suprema di Cassazione e una del Tribunale di Roma, hanno stabilito che i membri della CDO sono perseguitati dal regime cinese, sia in patria che all’estero, e pertanto hanno diritto di asilo in Italia.

Ambientalista in condizioni prossime alla morte dopo essere stato torturato in carcere

Dhongye è in carcere dal 2018 e finora ci sono state poche informazioni sulle sue condizioni di salute. Secondo una fonte di Tibet Watch, l'ambientalista tibetano Dhongye è in condizioni "prossime alla morte" dopo essere stato picchiato e torturato mentre era sotto la custodia della polizia cinese nella Contea di Driru, nell'area del Tibet governata come Regione Autonoma del Tibet. Al momento non ci sono ulteriori dettagli su dove si trovi..

Una speranza per gli uiguri di sconfiggere il lavoro forzato nello Xinjiang

Dopo numerose prese di posizione contro i crimini perpetrati dal PCC ai danni delle popolazioni uigure, configurabili nell’odioso crimine di genocidio, è giunta l’ora dei fatti concreti. Una legge denominata Uyghur Forced Labor Prevention Act (HR 6256), è stata approvata dalla Camera degli Stati Uniti in data 14 dicembre 2021, e dal Senato in data 16 dicembre. Ora è attesa la ratifica da parte del presidente Biden.

Monaco tibetano condannato a cinque anni per aver pubblicato scritti del Dalai Lama

TibetWatch — Nel settembre 2021, Trinley, un monaco tibetano del monastero di Kirti nella contea di Ngaba (Ch: Aba), è stato condannato a cinque anni di reclusione dopo essere stato riconosciuto colpevole di aver pubblicato gli insegnamenti e gli scritti del leader spirituale tibetano, Sua Santità il Dalai Lama. Il tribunale popolare della contea di Ngaba ha celebrato il processo in segreto, in assenza dei familiari e degli avvocati.

Giornata mondiali dei diritti umani: una storia per riflettere

Fin dove si può spingere l’odio generato dall’intolleranza verso le minoranze religiose? L’articolo di cui riproponiamo qui sotto alcuni stralci fornisce una risposta eloquente. In questo caso a fare le spese dell’odio omicida di folle musulmane ignoranti sono fedeli indù e cristiani, vale a dire i fedeli di due tra le maggiori religioni sulla Terra, che però nel mondo islamico spesso sono in netta minoranza.

L'USCIRF pubblica un Factsheet sui provvedimenti della Cina in materia di gestione del clero religioso

Washington, DC – La Commissione degli Stati Uniti sulla Libertà Religiosa Internazionale (USCIRF) ha rilasciato oggi il seguente nuovo rapporto:

China Factsheet – Questa scheda informativa fornisce una panoramica delle nuove misure del governo cinese sulla gestione del clero religioso e il loro impatto negativo sulla libertà religiosa in Cina.

Due giovani tibetani arrestati per un gruppo di chat in lingua tibetana

Tibet Watch — Due giovani tibetani di nome Yang Ri e Guldak sono stati arrestati il 24 agosto 2021, a Darlak Township nella prefettura autonoma tibetana di Golog, che è governata come parte della provincia di Qinghai. Secondo quanto riferito, sono stati arrestati per essersi pronunciati su una recente ordinanza che ha disposto la completa sostituzione dei libri di testo in tibetano con libri di testo in cinese. Le autorità locali hanno notificato il cambiamento ai genitori e alle famiglie prima dell'inizio del semestre autunnale, dichiarando che da settembre 2021 in poi, tutti i loro figli dovranno andare a scuola solo con i nuovi libri di testo in cinese. Prove fotografiche ricevute da fonti mostrano autorità di polizia sedute all'aperto su un prato che spiegano questo ai genitori tibetani.

Avviata a Londra la seconda sessione del Tribunale Uiguro

di Ruth Ingram — Il tribunale indipendente che mira ad esaminare le prove delle violazioni dei diritti umani da parte della Cina contro il popolo uiguro nella Regione Autonoma cinese dello Xinjiang, si è aperto contro una raffica di attacchi contro lo svolgimento del processo, che il PCC ha sostenuto essere una "farsa politica" e uno "pseudo tribunale" "usato dai terroristi e dalle forze anti-cinesi per denigrare gli sforzi antiterroristici della Cina nella regione dello Xinjiang". Obiettando allo scopo del tribunale, che è quello di valutare se il governo cinese ha compiuto un genocidio contro il suo stesso popolo, l'ambasciata cinese nel Regno Unito si è unita al ministero degli Esteri cinese e al governo della Regione Autonoma dello Xinjiang Uyghur per condannare congiuntamente l'evento, definito come "un ennesimo gruppo di 'attori e attrici' che collaborano con forze anti-cinesi" "nel tentativo di offrire materiale sensazionale ma falso ai media occidentali e creare storie sulla 'Cina malvagia'".

Circa 50 tibetani arrestati perché sospettati di conservare foto del Dalai Lama

Operazione di perquisizione da parte delle forze armate nella città di Dza Wonpo eseguita otto mesi dopo la morte in custodia del 19enne Tenzin Nyima. Il 22 agosto, circa 200 militari e nove mezzi militari sono arrivati nella città di Dza Wonpo e hanno effettuato un arresto di massa di circa 50 persone. La città si trova nella contea di Sershul, prefettura autonoma tibetana di Kardze (Ch: Ganzi) nella regione tibetana orientale di Kham. A nessuno dei detenuti in custodia della polizia cinese è permesso di incontrare i propri familiari o amici e il motivo ufficiale del loro arresto non è stato rivelato.

Testi religiosi bruciati pubblicamente, DVD distrutti con i bulldozer nello Yunnan

di Hu Zimo — I regimi totalitari hanno la mania di bruciare libri, e il Partito Comunista Cinese (PCC) brucia con gioia testi dissidenti e distrugge altro materiale non approvato dal regime. Nel clima festoso del 100° anniversario del PCC, si raccomanda che questo venga fatto in cerimonie pubbliche per "educare le masse". Per spiegare come questi moderni auto-dafé dovrebbero essere organizzati, una cerimonia "sperimentale" di incenerimento di libri e distruzione di DVD è stata organizzata dal Ministero della Pubblica Sicurezza a Kunming, nella provincia dello Yunnan, il 16 luglio, in due luoghi. Lo scopo era quello di mostrare come distruggere pubblicamente il materiale religioso illegale, in questo caso proveniente soprattutto dal Falun Gong e dalla Chiesa di Dio Onnipotente.

TIBET: l’ipocrisia sfacciata del Partito Comunista Cinese

A seguito dell’invasione del Tibet Orientale da parte delle truppe di Mao, eufemisticamente chiamate Esercito Popolare di Liberazione, il 23 maggio 1951 fu firmato un accordo di 17 punti tra i rappresentanti del Tibet e le autorità della Cina rivoluzionaria, con cui i tibetani riconoscevano la sovranità cinese sul Tibet sotto la minaccia che altrimenti tutto il Tibet sarebbe stato invaso. Nella ricorrenza dei 70 anni dall’accordo, il presidente cinese Xi Jinping si è recato in Tibet per legittimare l’operato persecutorio del suo regime e dei suoi predecessori.

I goffi tentativi cinesi di soffocare la libertà religiosa in Cina e i suoi sostenitori ovunque

La mano lunga del Partito Comunista Cinese (PCC) cerca, con modalità tanto goffe quanto disperate, di zittire qualsiasi voce di dissenso al pensiero unico del partito unico, che è l’unica vera religione ammessa in Cina. Nel seguente articolo il professor Massimo Introvigne, direttore della rivista online Bitter Winter nonché fondatore e direttore del CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni), racconta con l’ironia che il caso merita, del trattamento di cui è stato fatto oggetto da alcuni solerti e maldestri funzionari cinesi, rivelando in che modo un “rispettato” e temuto governo come quello cinese sia la fonte di fake news che minacciano le libertà fondamentali di ogni essere umano.

Shouters: Perseguitati in Cina e hanno diritto all'asilo, dice il Tribunale di Roma

by Massimo Introvigne — In Cina, il soprannome popolare “Shouters”[1] (Urlatori) designa una rete di diversi gruppi che sostengono di seguire la tradizione dei ministri Protestanti cinesi Watchman Nee (1903-1972) e Witness Lee (1903–1972) and Witness Lee (1905–1997). Ci sono anche seguaci di questi predicatori che non accettano l'etichetta di "Shouters" e sostengono di essere differenti da quelli designati. Gli Shouters sono banditi come xie jiao[2] dal PCC fin dal 1983, cioè ancor prima che la lista ufficiale degli xie jiao fosse compilata nel 1995.

Il Parlamento italiano condanna i crimini del PCC contro gli Uiguri

di Marco Respinti — Il 26 maggio 2021 il Parlamento italiano ha votato all'unanimità la condanna delle atrocità cinesi contro gli Uiguri e gli altri popoli turchi, la maggior parte dei quali Musulmani, nella Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang (XUAR), che i suoi abitanti non Han chiamano Turkestan orientale. Dopo un dibattito durato mesi, la Camera dei Deputati ha approvato, senza voti contrari, un testo unificato, condensando diverse risoluzioni presentate dai deputati Paolo Formentini, Andrea Delmastro, Lia Quartapelle, Iolanda Di Stasio e Valentino Valentini, che esprimono un ampio consenso bipartisan.

Il Parlamento lituano condanna il "genocidio degli Uiguri"

di Massimo Introvigne — La Lituania, che ha sofferto essa stessa la persecuzione comunista, è il terzo paese in Europa dopo i Paesi Bassi e il Regno Unito il cui Parlamento ha dichiarato ufficialmente gli orrori che la Cina sta infliggendo agli Uiguri un "genocidio". Al di fuori dell'Europa, dichiarazioni simili sono arrivate dagli Stati Uniti e dal Canada. Il voto del 20 maggio del Parlamento Lituano è importante, perché la Lituania è il primo paese che fa parte della Belt and Road Initiative a prendere una posizione così coraggiosa sul genocidio degli Uiguri.

Rapporto del Dipartimento di Stato sulla libertà religiosa: la Cina è colpevole di "crimini contro l'umanità"

di Massimo Introvigne — C'è un'amministrazione diversa dall'anno scorso a Washington DC, ma l'indagine annuale sulla libertà religiosa prodotta dal Dipartimento di Stato americano nel 2021 (che copre gli eventi del 2020) è forte come il rapporto dell'anno scorso, o addirittura più forte. Il segretario Blinken ha presentato il rapporto il 12 maggio segnalando la Cina come un paese che "criminalizza l'espressione religiosa" in generale. Blinken non ha omesso due definizioni politicamente significative: "crimini contro l'umanità" per come la Cina tratta la religione, e "genocidio" per ciò che viene fatto agli "Uiguri e ai membri di altri gruppi religiosi ed etnici minoritari".