Cina

L'America e la libertà religiosa nel mondo

Il 2 giugno scorso, il presidente Donald J. Trump ha firmato un Ordine Esecutivo sulla promozione della libertà religiosa internazionale, incaricando il Dipartimento di Stato USA di dare priorità alla libertà religiosa internazionale nella sua attuazione della politica estera e del bilancio.

«La libertà religiosa, la prima libertà americana, è un imperativo morale e di sicurezza nazionale» recita l'ordine esecutivo. «La libertà religiosa per tutte le persone in tutto il mondo è una priorità della politica estera degli Stati Uniti e gli Stati Uniti rispetteranno e promuoveranno con forza questa libertà».

25 anni dopo: liberate l’11° Panchen Lama!

di Marco Respinti — Nel 1995 il PCC rapì la seconda carica gerarchica della scuola Geluk del buddhismo tibetano per sostituirla con un burattino ai propri ordini. Diversi parlamentari europei ne chiedono ora la liberazione. Numerosi parlamentari di diversi Paesi europei hanno inoltrato dichiarazioni formali alla Cina per chiedere il rilascio immediato dell’undicesimo Panchen Lama del Tibet, Gedhun Choekyi Nyima, e di tutta la sua famiglia, a 25 anni della loro “scomparsa”. Si tratta di 15 parlamentari svizzeri, 4 italiani, 16 parlamentari cechi e 16 senatori sempre cechi firmatari di quattro differenti richieste.

“Shincheonji” i nuovi “untori”: storia di una moderna persecuzione religiosa

di Silvio Calzolari — Le calamità e i disastri sembrano essere le prove più schiaccianti della precarietà della condizione umana, della fragilità delle società e di ogni costruzione culturale. Una calamità è una situazione di estrema criticità che si verifica quando un agente potenzialmente distruttivo e pericoloso colpisce una popolazione che viene colta in una situazione di grande vulnerabilità. Le calamità ed i disastri causano senso di insicurezza e terrore. Ma come si reagisce ai fattori esterni e a volte invisibili, come nel caso delle epidemie che improvvisamente possono colpire tutto quanto sembra garantire la nostra protezione e sicurezza (famiglia, casa, società)?

Fermiamo la persecuzione della Chiesa di Dio Onnipotente in Cina – ora!

Come rappresentanti di ONG, organizzazioni religiose, e cittadini preoccupati per le violazioni della libertà di religione e credenza e della dignità cui ogni persona umana ha diritto, vogliamo attirare l’attenzione delle autorità politiche sulla drammatica situazione della Chiesa di Dio Onnipotente (CDO) in Cina. La CDO è un nuovo movimento religioso cristiano cui le autorità cinese attribuiscono quattro milioni di membri in Cina. Crede che Gesù Cristo sia ritornato sulla Terra nella persona di una donna cinese che vive attualmente fuori della Cina.

ADHRRF: quasi la metà dei residenti del villaggio di maggioranza uigura nello Xinjiang tenuti in campi di internamento

Questo articolo è tratto dal sito Web della nostra federata ADHRRF (Associazione per la Difesa dei Diritti Umani e Libertà di Religione) che denuncia la violenza contro la popolazione uigura.


Secondo una fonte ufficiale, quasi la metà dei residenti di un villaggio in un'area a maggioranza uigura del nord-ovest della Regione Autonoma Xinjiang Uyghur della Cina (XUAR) sono stati inviati ai campi di internamento a seguito di una politica di incarcerazione di massa contro le minoranze nell'area.

Le Olimpiadi Invernali 2022 e la politica di Pechino sugli Uiguri: lo sport all'ombra dei campi di concentramento

Nel 2015, Pechino è stata premiata con il diritto di organizzare le Olimpiadi Invernali del 2022. Mentre il governo della Repubblica del Popolo Cinese ha sovrinteso la preparazione dei giochi 2022 con il motto di “una gioiosa riunione tra ghiaccio e neve puri”, lo stesso stato ha anche sovrinteso lo sviluppo di un network di campi di concentramento nel Turkestan dell'est (conosciuto anche come Xinjiang).

Mattarella a Xi, confronto su diritti

In occasione sessione dialogo Ue-Cina in programma a Bruxelles

(ANSA) - ROMA, 22 MAR - "Alla luce del mandato italiano nel consiglio per i diritti umani dell'Onu, desidero auspicare che, in occasione della sessione del dialogo Ue-Cina sui diritti umani che si svolgerà a Bruxelles dopo quella che si è svolta a Pechino lo scorso luglio, si possa proseguire in un confronto costruttivo sui temi così rilevanti". Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso delle dichiarazioni congiunte alla stampa con il presidente cinese Xi Jinping.

La nuova via insanguinata della seta

L’eminente studioso esperto di movimenti religiosi Massimo Introvigne ha riferito in questo articolo le reazioni cinesi alle pesanti critiche espresse nel rapporto annuale sui Diritti Umani del Dipartimento di Stato americano. È quanto meno paradossale che i dirigenti del Partito Comunista Cinese reagiscano accusando a loro volta gli Stati Uniti di violare i diritti umani. Non che gli Stati Uniti siano esenti da critiche in fatto di diritti umani – quanto meno, ad esempio, per quanto riguarda la pena di morte, che è stata definitivamente abolita solo in 19 stati su 50 – ma al confronto della Cina il paragone non regge proprio.

Nessun accordo con la Cina può ignorare i diritti umani

Lettera aperta al presidente e al primo ministro della Repubblica Italiana

Spett.le Presidente Sergio Mattarella:
Spett. le Primo Ministro Giuseppe Conte:

il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, è in visita in Italia. Sappiamo che la Cina è un importante partner commerciale dell’Italia e che dunque gli accordi commerciali saranno al centro di tutti gli incontri. Ma l’Italia ha sempre difeso strenuamente i diritti umani in diversi contesti e ha più volte ribadito l’idea che i diritti umani debbano essere parte integrante e fondamentale di ogni negoziato bilaterale.

USA vs Cina: scontro sui diritti umani

Il Rapporto annuale USA indica nella Cina il Paese che viola in modo più grave i diritti umani, specie per le torture contro uiguri, Falun Gong e CDO. La Cina ha reagito in “termini insolitamente forti” dopo che il Dipartimento di Stato degli USA, il 13 marzo, ha reso noto il rapporto annuale sui diritti umani, riferito all’anno 2018.  Presentando il rapporto, il Segretario di Stato degli Stati Uniti Mike Pompeo ha denunciato la Cina come il Paese peggiore al mondo per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani. Benché anche altri Paesi vi siano menzionati, Pompeo ha evidenziato che la Cina «[…] gioca in un campionato a parte, se si parla di violazione dei diritti umani»

Odio e intolleranza religiosa, segno dei tempi o effetti voluti?

In questi giorni la stampa internazionale riferisce di torture subite in Russia dai fedeli della congregazione dei Testimoni di Geova. Il Wahington post del 2 marzo parla di “Russia’s persecution of Jehovah’s Witnesses is reviving dark practices of the past”, cioè la persecuzione dei Testimoni di Geova da parte della Russia sta rianimando le pratiche oscure del passato. Gli ultimi due anni sono stati davvero oscuri per i Testimoni di Geova (anche se gli atti discriminatori nei loro confronti risalgono almeno agli anni 90) da quando, applicando la controversa legge Yarovaya, la Suprema Corte russa li ha etichettati come “organizzazione estremista”.

Arrestati decine di giornalisti di Bitter Winter

Almeno 45 nostri reporter sono stati fermati e interrogati per spionaggio e sovversione. “Scomparso” il corrispondente che aveva filmato un campo segreto nello Xinjiang. In agosto, i vertici del Partito Comunista Cinese (PCC) hanno indicato Bitter Winter come "sito straniero ostile" per avere pubblicato documenti segreti e informazioni sulla repressione contro le religioni e sulla violazioni dei diritti umani di cui il PCC è responsabile. Le autorità si sono poi vendicate sabotando più volte il nostro sito, e anche prendendo di mira reporter e collaboratori.

Appello al Ministro dell’Economia Giovanni Tria

Stimato Ministro Giovanni Tria,

Le auguriamo una proficua visita in Cina nell’interesse dell’economia italiana.

Nello scorso mese di luglio l’Italia ha partecipato ufficialmente alla "Ministeriale per Promuovere la Libertà Religiosa” a Washington, dove 82 Paesi si sono solennemente impegnati a fare della libertà religiosa un principio irrinunciabile delle relazioni internazionali.

Il 31 agosto la Germania consegnerà un'altra vittima ai suoi persecutori?

Ad aprile la Germania ha rimandato in Cina un richiedente asilo uiguro “scomparso” subito dopo il rimpatrio. La Germania si è scusata per l’“errore”, ma per il 31 agosto ha in programma il rimpatrio di sorella Zhao, fedele della Chiesa di Dio Onnipotente, che probabilmente “sparirà” allo stesso modo.

Le autorità tedesche hanno annunciato che il 31 agosto deporteranno coattivamente in Cina sorella Zhao, una richiedente asilo attualmente detenuta nel carcere di Ingelheim, ricorsa contro il rimpatrio il luglio.

Lord Alton di Liverpool esprime il proprio sostegno ai ricorsi presentati dal presidente di FOB Alessandro Amicarelli

1 agosto 2018 – Lord Alton di Liverpool presso il parlamento del Regno Unito esprime il proprio sostegno ai ricorsi che il presidente di FOB Alessandro Amicarelli, nella sua qualità di avvocato specializzato in diritti umani, ha recentemente presentato presso le Nazioni Unite per conto di alcune vittime della persecuzione religiosa in Cina.

Appello urgente alla Cancelliera Angela Merkel

Stimata cancelliera Merkel,

siamo un gruppo di ONG attive nel campo della libertà religiosa e scriviamo a riguardo della situazione d’urgenza di una rifugiata cinese, la signora Zhao, attualmente detenuta ad Ingelheim, presso l’Aufsichts-und Dienstleistungsdirektion Landeseinrichtung für Asylbegehrende und Ausreisepflichtige, dopo che si è opposta al rimpatrio forzato in Cina, il 9 luglio.

Arrestati oltre mezzo migliaio di membri della Chiesa di Dio Onnipotente

In Cina la libertà religiosa, se così si può chiamare, è concessa solo ad alcune “Chiese di Stato” approvate dal governo totalitario del Partito Comunista Cinese. Tutte le altre comunità religiose non sono ammesse. Dal 1995 il governo ha stilato una lista, periodicamente aggiornata, di cosiddetti Xie Jiao (letteralmente “insegnamenti eterodossi”) che sono considerati fuorilegge. L’articolo 300 del Codice Penale cinese prevede il carcere da 3 a 7 anni “o più” per la sola appartenenza attiva ad un movimento religioso che appare nella lista degli Xie Jiao.