Le Olimpiadi Invernali 2022 e la politica di Pechino sugli Uiguri: lo sport all'ombra dei campi di concentramento

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Nel 2015, Pechino è stata premiata con il diritto di organizzare le Olimpiadi Invernali del 2022. Mentre il governo della Repubblica del Popolo Cinese ha sovrinteso la preparazione dei giochi 2022 con il motto di “una gioiosa riunione tra ghiaccio e neve puri”, lo stesso stato ha anche sovrinteso lo sviluppo di un network di campi di concentramento nel Turkestan dell'est (conosciuto anche come Xinjiang).

In un caso di svergognata valutazione, i prigionieri non sono detenuti a causa di qualche crimine ma solamente a causa della loro identità etnico-religiosa. Chiunque sia di origine Uigura, Kazaka o Turcofona è ritenuto colpevole. I prigionieri del campo sono stati trattenuti senza processo e senza sentenza:è in effetti, indefinita segreta detenzione. In aggiunta, stanno emergendo rapporti di un crescente numero di Uiguri che sono stati sentenziati a 10 o più anni di prigione, spesso senza processo.

Lo Statuto Olimpico elenca come una delle mete del movimento “la preservazione della dignità umana”. Tale politica di valutazione razziale e detenzione arbitraria è motivo di condanna in ogni nazione partecipante al movimento olimpico, non di meno per la nazione organizzativa.

In un nuovo documento sul Progetto dei Diritti Umani degli Uiguri, Kevin Carrico, Senior Research Fellow alla Monash University, ha richiamato urgentemente l'attenzione internazionale su questa oscura minaccia per la comunità internazionale.

Intitolato Le Olimpiadi Invernali 2022 e La politica di Pechino sugli Uiguri: lo sport all'ombra dei campi di concentramento, sottolinea le implicazioni politiche dei giochi olimpici per il Partito Comunista Cinese, l’aperta contravvenzione di Pechino ai principi contenuti nello statuto olimpico e raccomandazioni di azione per la comunità internazionale.

Kevin Carrico ha spiegato al UHRP: “Poiché gli avvenimenti olimpici e altri grandi eventi sono così essenziali all'immagine del management del Partito-Stato cinese, i giochi, con tutto il loro peso simbolico, rimangono uno dei pochi punti di entrata per la comunità globale per esercitare pressione sul CCP. Ora è il tempo per la comunità internazionale di usare questa leva per spingere per il cambiamento in Cina”.

Il Comitato Olimpico Internazionale e la comunità globale non dovrebbe permettere che i giochi olimpici siano usati come una celebrazione promozionale del regime dittatoriale che tiene milioni nei campi di concentramento in base alla loro etnia. Invece, la comunità internazionale deve usare i Giochi Olimpici per promuovere un cambiamento sostanziale e possibile nella politica cinese.

Insieme a numerose raccomandazioni, il documento richiede:

al Comitato Olimpico Internazionale di:

  • informare immediatamente la Cina che la sue linee politiche nello Xinjiang sono una violazione degli ideali dello Statuto Olimpico.

Alla Commissione Olimpica Nazionale e i leader politici delle nazioni in tutto il mondo di:

  • informare lil CIO che le linee politiche attuali nello Xinjiang sono incompatibili con lo Statuto Olimpico e di informare la Cina che la sua partecipazione ai giochi olimpici 2022 non è possibili senza un sostanziale cambiamento nello Xinjiang.

Al pubblico in generale di:

  • Firmare la petizione “Niente Diritti, Niente Giochi 2022” per spingere il Comitato Olimpico Internazionale ad intraprendere azioni per assicurarsi che i giochi non siano fatti in una nazione che tiene milioni in campi di concentramento.
  • Che il Comitato Olimpico Internazionale, Comitato Olimpico Nazionale, governi e sponsor pubblicitari dei giochi invernali 2022 si oppongano in modo chiaro alle politiche in Xinjiang dell’attuale governo cinese.

“Atleti, allenatori e aziende sponsor devono fare sentire a Pechino che un evento globale richiede l'adesione agli standard internazionali specialmente riguardo i diritti umani. Le Olimpiadi non possono essere messe nella posizione di cancellare i crimini del Partito Comunista Cinese contro trattati internazionali che esso stesso ha stabilito”, ha affermato Omer Kanat, Direttore dell'UHRP.

Kanat ha aggiunto: “Per il Comitato Olimpico Internazionale distribuire medaglie mentre il popolo Uiguri e altre popolazioni turcofone rimangono nei campi di concentramento etnico-religiosi sarebbe un errore storico. Il Comitato Olimpico Internazionale, Comitati Olimpici nazionali, leader politici e individui interessati devono agire ora per persuadere la Cina a chiudere i campi ed evitare un disastro.

Le Olimpiadi Invernali 2022 e La politica di Pechino sugli Uiguri: lo sport all'ombra dei campi di concentramento può essere scaricato qui: https://docs.uhrp.org/pdf/2022Olympics.pdf

Fonte: uhrp.org


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