Il verdetto su OneTaste è stato criticato al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite

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In occasione dell’apertura della 62a sessione a Ginevra, una nuova dichiarazione avverte che l’estensione della legge sulla tratta di esseri umani per includere l’influenza psicologica minaccia la libertà di credo.

di Alessandro Amicarelli — Si apre il 15 giugno a Ginevra la 62a sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite e tra le dichiarazioni scritte già depositate figura un importante intervento della ONG CAPLC (Coordination des associations et des particuliers pour la liberté de conscience), un organismo di monitoraggio delle questioni sulla libertà religiosa accreditato presso l'ECOSOC, sul caso OneTaste. Il documento sollecita il Consiglio a esaminare le implicazioni delle condanne di Nicole Daedone e Rachel Cherwitz, condannate rispettivamente a nove e sei anni e mezzo di reclusione il 30 marzo 2026. CAPLC presenta il caso come un punto di svolta nell'interpretazione della legge sulla tratta di esseri umani, con conseguenze che si estendono ben oltre gli Stati Uniti.

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Nicole Daedone giving a lecture

Nicole Daedone mentre tiene una conferenza


Il comunicato ripercorre la storia di OneTaste, fondata a San Francisco nel 2004 per insegnare una pratica nota come meditazione orgasmica. Per molti anni, il gruppo è stato descritto dai media mainstream come parte di un movimento più ampio di donne che esploravano nuove forme di consapevolezza di sé. Il clima è cambiato dopo che un articolo del 2018 ha innescato una campagna mediatica negativa e un’indagine federale.

CAPLC osserva che l'accusa si è basata in larga misura sulle narrazioni anti-sette e sull'idea della manipolazione psicologica, un concetto che gli studiosi di religione considerano pseudoscientifico. La dichiarazione scritta osserva che il governo «si è basato su descrizioni di Daedone come autorità spirituale i cui insegnamenti avrebbero minato l’individualità», sebbene OneTaste non fosse classificata come religione.

Una preoccupante questione centrale è la teoria giuridica utilizzata per ottenere le condanne. CAPLC ricorda l’avvertimento della Corte Suprema degli Stati Uniti nel caso “Kozminski” secondo cui la sola pressione psicologica non può costituire servitù involontaria. La dichiarazione aggiunge che «La legge sulla protezione delle vittime di tratta (TVPA) del 2000 includeva effettivamente il “danno psicologico” tra gli strumenti utilizzati per costringere le vittime al lavoro forzato. Tuttavia, la disposizione era destinata al traffico sessuale e alla tratta di immigrati, non ai gruppi spirituali e di auto-aiuto. In questi ultimi casi, l'avvertimento contenuto nella sentenza "Kozminski" mantiene la sua validità».

La dichiarazione sostiene che la decisione nel caso OneTaste si sia discostata da questo principio, trattando resoconti soggettivi di influenza come prove di lavoro forzato. Cita l'analisi del 2025, della National Law Review, secondo cui il caso «ha cancellato la linea tracciata in Kozminski», trasformando la normativa sul traffico di esseri umani in uno strumento per controllare credenze e insegnamenti. CAP‑LC richiama l’avvertimento dell’articolo secondo cui «ogni ex missionario mormone scontento, ex seminarista o ex residente in un ashram potrebbe ritrovarsi in mano una sorta di biglietto della lotteria giudiziaria a quota lite», a dimostrazione di come questo precedente potrebbe esporre anche le comunità religiose tradizionali a contenziosi.

L'importanza del caso non ha fatto altro che aumentare. Il 26 maggio 2026, la National Law Review ha pubblicato un secondo articolo ribadendo le sue preoccupazioni. Il nuovo articolo, intitolato «Quando la persuasione diventa reato: Stati Uniti contro Cherwitz e la dottrina del lavoro forzato del Secondo Circuito», sottolinea ancora una volta che l’appello ora davanti al Secondo Circuito determinerà se la normativa sulla tratta rimarrà ancorata ai confini costituzionali o si espanderà in un meccanismo per criminalizzare l’autorità spirituale, il ruolo di mentore e la vita comunitaria non coercitiva. La rinnovata attenzione da parte di una pubblicazione giuridica così autorevole dimostra quanto siamo ormai ampie le implicazioni del caso.

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Nicole Daedone and Rachel Cherwitz

Nicole Daedone (a sinistra) e la sua collega Rachel Cherwitz (a destra), anch'essa condannata nello stesso caso


La dichiarazione del CAPLC solleva anche considerazioni di natura umanitaria. Essa rileva che Daedone e Cherwitz hanno ricevuto lunghe condanne nonostante l'assenza di coercizione fisica e nonostante le testimonianze di molti partecipanti che hanno negato di essere vittime. Il documento afferma che «i governi a volte esplorano forme di clemenza esecutiva per riaffermare il loro impegno a favore dei diritti umani e del giusto processo» quando una condanna solleva preoccupazioni sistemiche. CAPLC non prescrive una linea d’azione per gli Stati Uniti. Tuttavia, suggerisce che la riflessione umanitaria trasmetterebbe l’importanza di proteggere la libertà di credo e di resistere all’influenza dell’ideologia anti-sette nel diritto penale.

La dichiarazione si conclude ricordando al Consiglio che i relatori speciali delle Nazioni Unite hanno ripetutamente messo in guardia contro l'uso improprio di leggi fondate sul pregiudizio verso le credenze delle minoranze. CAPLC scrive che il caso OneTaste «illustra con quanta facilità le narrazioni sensazionalistiche possano influenzare i procedimenti giudiziari e con quanta rapidità le pratiche spirituali non convenzionali possano essere riclassificate come atti criminali». L’organizzazione esprime la speranza che l’appello affronti queste questioni e che i futuri procedimenti penali continuino a basarsi sulle prove, sulla proporzionalità e sul rispetto delle libertà fondamentali.

Coloro che cercano un resoconto attendibile di OneTaste possono consultare il primo studio academico, sul movimento, pubblicato da Massimo Introvigne e Maria Vardé come voce nell’enciclopedia accademica specializzata “World Religions and Spirituality Project”, curata dal professor David Bromley della Virginia Commonwealth University. Questa voce esaustiva esamina la storia, gli insegnamenti, le dinamiche interne e le controversie del gruppo. Offre una presentazione documentata che va oltre le rappresentazioni sensazionalistiche dei media. Data la crescente attenzione internazionale suscitata dal caso, questo studio diventerà probabilmente il principale riferimento per studiosi, giornalisti e politici che desiderano comprendere OneTaste nel suo contesto complessivo.

Articolo pubblicato anche su Bitter Winter

Foto iniziale di Nicole Daedone: crediti