Arresti e torture contro i Testimoni di Geova: la Russia sfida l’Europa

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Russia persecuzione dei Testimoni di Geova: edificio dato alle fiamme

Sono numerose le dichiarazioni di condanna dell’atteggiamento discriminatorio e illiberale che la Federazione Russa manifesta da anni nei confronti dei Testimoni di Geova. Tra queste dichiarazioni spicca quella rilasciata l’11 dicembre 2018 da Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa, nella quale afferma che «Anche i Testimoni di Geova sono cristiani e non capisco perché debbano essere perseguitati». In precedenza, in data 23 marzo 2018, il governo della Federazione Russa aveva dichiarato che «Gli atti della Corte Suprema della Federazione Russa [del 20.04.2017 e del 17.07.2017] non valutano la dottrina dei Testimoni di Geova e non contengono alcuna restrizione o divieto di praticare la suddetta dottrina individualmente». E ancora, il 19 giugno 2019 il Commissario per i diritti umani della Federazione Russa sottolineava che «Questi eventi ci fanno pensare all'esistenza di un conflitto tra il diritto costituzionale di professare la propria religione, individualmente o congiuntamente con altri, e i segni di attività estremista specificati nell'articolo 282.2 del codice penale della Federazione Russa. [...] I criteri vaghi per classificare i materiali religiosi come estremisti sono inaccettabili, dato che praticamente qualsiasi giudice federale, a sua discrezione, può vietare qualsiasi libro, immagine, video o registrazione audio».

Quindi, se perfino Putin “non capisce” il motivo della persecuzione russa nei confronti dei Testimoni di Geova (le immagini del video qui sotto non hanno bisogno di ulteriori commenti), perché tale persecuzione continua? Chi la vuole e la alimenta?

Più volte, nel corso degli anni, FOB ha additato la FECRIS e il suo vice-presidente, il russo Alexander Dvorkin, quali fautori di questa ed altre campagne di odio contro le minoranze religiose. Ora, anche il governo degli Stati Uniti, tramite l’USCIRF (United States Commission on International Religious Freedom) ha pubblicato nel mese di luglio 2020 un rapporto dettagliato sulle violazioni russe in materia di libertà religiosa, mettendo in evidenza il ruolo di Dvorkin e della FECRIS nel creare ed esportare anche fuori dalla Russia le loro inqualificabili ed immotivate campagne di odio che non dovrebbero più trovare asilo nella società moderna.

Di seguito un video-reportage sulla persecuzione dei Testimoni di Geova in Russia pubblicato Il Quotidiano Italiano.


Violenze, torture, arresti, umiliazioni di ogni tipo e minacce. È il trattamento che le autorità russe riservano da 3 anni a oltre 170mila testimoni di Geova. Le immagini che state vedendo sono quelle riprese da alcune telecamere di videosorveglianza. Raccontano un dramma che si consuma senza clamore mediatico fra le proteste della comunità internazionale.

Abbiamo sentito Margarita Perevozchikova, emigrata in Provincia di Bari dalla Russia. Margarita è diventata Testimone di Geova in Italia. Tutta la sua famiglia è rimasta in Russia a fare i conti con un sistema che li considera estremisti e per questo si accanisce contro di loro.

Il 10 giugno del 2010, la Corte Europea condannò le autorità russe per aver negato arbitrariamente il riconoscimento giuridico ai Testimoni di Geova di Mosca, sulla base delle stesse accuse che vengono usate oggi per perseguitarli. Nella sentenza veniva affermato che i Testimoni di Geova sono una “nota confessione cristiana” e dichiarava come nei loro riguardi le autorità russe non avessero agito in buona fede, trascurando il loro dovere di essere neutrali e imparziali. Tutto ciò in violazione della libertà religiosa riconosciuta dal diritto internazionale.

Incuranti di quella storica sentenza, da allora le autorità russe hanno scatenato una vera e propria persecuzione contro i Testimoni di Geova, acuitasi il 20 aprile 2017 da una sentenza della Corte Suprema russa che ha sancito lo scioglimento degli enti giuridici dei Testimoni in Russia. Da allora in poi le violenze sono aumentate drammaticamente, obbligando alcuni di loro a scappare in altri paesi europei fra cui l’Italia, nei quali è stato loro riconosciuto l’asilo politico con protezione internazionale. L’opposizione subita in Russia dalla comunità dei Testimoni di Geova ci fa tornare indietro al periodo dell’Unione Sovietica.

Al giorno d’oggi ci sono le convenzioni internazionali a garanzia di certi diritti fondamentali, ma che dovrebbero essere fatte rispettare. A tal riguardo il professor Vladimiro Zagrebelsky, giudice della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo all’epoca della sentenza del 2010, recentemente ha detto che “La libertà religiosa è assicurata dalla Convenzione europea dei diritti umani e comprende la libertà di credere e di non credere, di cambiare religione o credo, di manifestare la propria religione o credo in privato e in pubblico, con i riti, l’insegnamento e la pratica”.

“La neutralità dello Stato e l’assenza di preferenza per una religione o l’altra – continua Zagrebelsky – sono condizioni essenziali della libertà religiosa, così come il riconoscimento giuridico delle associazioni religiose. I Testimoni di Geova da tempo incontrano nella Federazione russa e anche altrove gravi difficoltà nell’esercizio della libertà assicurata dalla Convenzione. È auspicabile che gli organi del Consiglio d’Europa siano attivi nel vigilare sulla corretta esecuzione delle sentenze della Corte europea e, in generale, sulla garanzia delle libertà previste dalla Convenzione”.

Ogni forma di discriminazione dovrebbe preoccupare tutti, religiosi e non, perché ciascuno di noi in qualche parte del mondo è una minoranza.

Fonte: Il Quotidiano Italiano