Testimoni di Geova

La libertà di religione è sempre un diritto

di Steno Sari — Dalla nascita ci vengono trasmesse idee religiose dai nostri genitori e così la religione professata da adulti diventa quasi sempre una tradizione di famiglia che porta ad accettare spesso passivamente le scelte decise da altri per noi. Un tema molto delicato in uno Stato di diritto come il nostro, dove la scelta e la pratica religiosa è tutelata dall’articolo 19 della Costituzione. Pensiamo per esempio a cosa può succedere quando, nel caso di separazione, in una casa religiosamente divisa, un genitore vuole impartire la sua educazione religiosa al figlio minore mentre l’altro vi si oppone. Una sentenza della Corte di Cassazione, depositata in questi giorni, ha sostenuto il diritto di una madre testimone di Geova di impartire al figlio minorenne la sua educazione religiosa nonostante l’opposizione del marito separato.

Il caso di Gand contro i Testimoni di Geova: una cronologia

Il 9 aprile 2021 si è tenuto un Webinar organizzato dal CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni) e da Human Rights Without Frontiers. Il Webinar titolato "Jehovah's Witnesses, Shunning, and Religious Liberty: The Ghent Court Decision" è stato presieduto da Rosita ŠORYTĖ, della European Federation for Freedom of Belief. Relatori: James T. RICHARDSON, Università del Nevada, Reno; Willy FAUTRÉ, Human Rights Without Frontiers, Brussels; George CHRYSSIDES, Università di Birmingham and York's St John University; Yannick THIELS, avvocato, Bruxelles; il presidente di FOB, Alessandro AMICARELLI, avvocato, Londra; Holly FOLK, Western Washington University; Massimo INTROVIGNE, CESNUR, Torino; Eileen BARKER, London School of Economics (em.), Londra.

La sentenza sui Testimoni di Geova di Gand: Il Grande Fratello ti osserva

di Massimo Introvigne — In California, una donna di nome Mayra Gomez è stata tagliata fuori dalla sua famiglia e da molti amici. Suo figlio di 21 anni le ha detto: "Non sei più mia madre" e ha informato Mayra di averla esclusa permanentemente dalla sua vita. Questo potrebbe sembrare un caso di esclusione per motivi religiosi, ma non lo è. Mayra Gomez è una sostenitrice di Donald Trump, mentre suo figlio e la maggior parte dei suoi amici hanno votato per i Democratici. Nell’attuale clima rovente della politica americana, questo è stato un motivo sufficiente per emarginarla. E il caso di Mayra non è isolato. Centinaia di articoli che riportano episodi simili sono stati pubblicati dai media americani. Non sono litigi di breve durata.

I testimoni di Geova hanno diritto a rifiutare le trasfusioni

La Cassazione: il principio vale anche se è a rischio la vita del paziente.

di Steno Sari — Clamorosa sentenza della Corte di Cassazione, che mette a tacere i dubbi e le paure dei medici sul dissenso dei Testimoni di Geova alle trasfusioni di sangue. La sentenza 29469/2020 è stata discussa il 19 marzo in un webinar tenuto presso il Forum Risk Management, organizzato dalla Società Italiana Medico Giuridica. La vicenda risale al 2004 e riguarda una partoriente che aveva espresso il suo rifiuto alle emotrasfusioni sia a voce che per iscritto. A seguito di un'emorragia, la donna fu sottoposta in modo coatto a sette trasfusioni di sangue.

La Russia intensifica la persecuzione per chi legge la Bibbia nella Crimea occupata

di Halya Coynash — Un tribunale controllato dai russi a Simferopol ha messo agli arresti domiciliari Taras Kuzio, 42 anni, ucraino, dopo le massicce perquisizioni armate nelle case dei Testimoni di Geova nella Yalta occupata. Questa volta il regime di occupazione ha leggermente modificato l'accusa, anche se Kuzio sta affrontando la stessa persecuzione degli altri credenti per aver praticato la sua fede. L'udienza del 12 marzo presso il "Tribunale Distrettuale di Kievsky" si è svolta a porte chiuse e con un avvocato nominato dagli "inquirenti".

La sentenza di Gand sui Testimoni di Geova è pericolosa per tutte le religioni

di Massimo Introvigne — La sentenza pronunciata il 16 marzo 2021 dalla Corte di Gand in Belgio, in cui si afferma che suggerire ai membri attuali di un'organizzazione religiosa di non associarsi con gli ex-membri che sono stati radiati o che hanno lasciato l'organizzazione, costituisce una discriminazione e un incitamento all'odio, non è pericolosa solo per la libertà religiosa dei Testimoni di Geova. Rappresenta un pericolo per tutte le religioni, non solo a causa dell'intrusione nella sfera di autonomia di un ente religioso (discussa nel secondo articolo di questa serie), ma anche perché la pratica di " esclusione" degli ex-membri cosiddetti "apostati" (un termine tecnico usato dai sociologi senza alcuna implicazione negativa) non è certo esclusiva dei Testimoni di Geova.

Promossa a Parigi la repressione russa delle minoranze religiose

di Massimo Introvigne — Immaginate se Cheng Quanguo, il segretario del PCC nello Xinjiang che è oggetto di sanzioni negli Stati Uniti per i suoi crimini contro l'umanità, fosse apparso in Occidente affermando di essere perseguitato dagli Uiguri e dai loro amici nel mondo democratico, osannando i suoi campi di concentramento come pratiche modello che altri paesi dovrebbero imitare. Oppure se, negli anni 30, Heinrich Himmler e Joseph Goebbels avessero tenuto una conferenza a Parigi presentandosi come vittime di una persecuzione degli Ebrei, dei loro sostenitori americani e degli studiosi che avevano scritto contro l'antisemitismo nazista. I comici che lo proponessero come spettacolo satirico sarebbero accusati di cattivo gusto.

Il caso belga contro i Testimoni di Geova: La Bibbia al banco degli imputati?

di Willy Fautré — Il 16 febbraio è iniziato un processo contro la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova (CCJW) presso il tribunale penale di Gand (Fiandre Orientali) per presunti motivi di discriminazione e incitamento all'odio con particolare attenzione alla loro pratica di shunning (ostracizzazione) nei casi di disfellowshipping (esclusione) e disassociazione (dimissioni volontarie).

L’utilizzo improprio del fisco per perseguitare le minoranze spirituali

Le esperienze francesi e taiwanesi non sono isolate. La tattica di usare il sistema fiscale (molto spesso già opprimente per tutti i cittadini) è utilizzata praticamente ovunque. Stigmatizzare come evasore l’obiettivo della propria aggressione ha l’evidente scopo di renderlo impopolare e giustificare la limitazione dei suoi diritti. Oggi pubblichiamo questa interessante analisi di Christine Mirre, vicedirettrice della nostra consociata CAP-LC (Coordination des Associations et des Particuliers pour la Liberté de Conscience), una ONG accreditata dall'ECOSOC delle Nazioni Unite.

Quale futuro per la libertà di credo in Russia?

Uno dei tragici aspetti della pandemia da COVID-19 è la limitazione delle libertà individuali pressoché a tutte le latitudini. In alcuni paesi ciò si somma alle deplorevoli e biasimate limitazioni alla libertà di credo. Il rapporto 2020 sulla persecuzione dei Testimoni di Geova in Russia narra di una lunga storia di abusi che non accennano a diminuire, anzi, sembrano inasprirsi sempre più.

Opposizione ai Testimoni di Geova in Russia: il contesto anti-sette

Nonostante le critiche ricevute dai principali studiosi internazionali di nuovi movimenti religiosi, in Russia l'anti-settarismo è una forza dominante. Le sue origini risalgono alla repressione dei gruppi etichettati come sekty nell'Impero Russo. In epoca sovietica, lo Stato si occupava direttamente dei gruppi religiosi che considerava pericolosi e le offerte di collaborazione da parte della Chiesa Ortodossa Russa (COR) furono respinte. Tuttavia, nel 21° secolo, la COR e lo Stato hanno ripreso la cooperazione nella lotta contro le "sette", che si è concentrata in particolare sui Testimoni di Geova.

'In Prison for Their Faith 2020', un nuovo rapporto che fornisce la mappa dei prigionieri di 13 gruppi religiosi a livello mondiale

Il 10 dicembre 2020 avevamo dato notizia di un appello sottoscritto da 14 ONG, tra cui FOB, alle autorità di Cina, Iran e Russia affinché liberino i religiosi prigionieri, a rischio di essere infettati dal COVID-19. Tale appello si basava sul rapporto annuale di HRWF: “In Prison for Their Faith 2020”. Oggi pubblichiamo una breve sintesi del rapporto di HRWF.

COVID-19: 14 ONG esortano Cina, Iran e Russia a liberare tutti i religiosi prigionieri

HRWF (10.12.2020) – Quattordici ONG per i diritti umani fanno appello alle autorità di Cina, Iran e Russia affinché liberino i religiosi prigionieri, a rischio di essere infettati dal COVID-19. Questi sono i tre paesi che hanno il più alto numero di credenti appartenenti a diverse fedi in prigione, secondo il database dei prigionieri di FoRB di Human Rights Without Frontiers’ (HRWF) che documenta migliaia di casi individuali.

La pandemia del COVID-19 e la persecuzione delle minoranze religiose e spirituali

di Alessandro Amicarelli — Il Covid-19 ha fermato il mondo, ma non la persecuzione nei confronti dei gruppi minoritari in diversi paesi. La nostra organizzazione, la Federazione Europea per la Libertà di Credo (FOB), che coopera con All Faiths Network, ha dovuto attivarsi maggiormente per proteggere le vittime, denunciando gli abusi e chi li sta perpetrando e continuando, allo stesso tempo, a sostenere la protezione della libertà di religione e di credo per tutti.

700 giorni in detenzione

Un Testimone di Geova di 66 anni ha già subito quasi due anni di carcerazione preventiva. Dalle nebbie di questa controversa vicenda giudiziaria viene ora alla luce un dettaglio oltraggioso che conferma le peggiori ipotesi paventate dai difensori della libertà religiosa: il vice presidente della francese FECRIS (Fédération Européenne des Centres de Recherche et d'Information sur le Sectarisme, cioè...

Il pregiudizio assistito e il caso trasfusione dei Testimoni di Geova

Troppo spesso i media riferiscono notizie scorrette o incomplete, quando non schiettamente false, in relazione alle minoranze religiose. Evidentemente tali notizie sono frutto di pregiudizio di certi giornalisti senza scrupoli. Intendiamoci, tale pregiudizio non nasce da un mentalità chiusa ma, a suo modo “integra”, cioè da idee stupidamente fisse nelle quali si crede “onestamente”.