Quando una Corte di Cassazione ignora gli standard internazionali: una riflessione sulla sentenza Rudnev

Di Alessandro Amicarelli — La sentenza del 4 giugno della Corte di Cassazione argentina sul caso Konstantin Rudnev merita un attento esame alla luce del diritto internazionale. I principi che regolano la detenzione preventiva sono tra i più consolidati nella giurisprudenza mondiale sui diritti umani. Esistono per evitare che una misura procedurale diventi una forma di punizione. Richiedono una rigorosa necessità, una valutazione individualizzata e una valutazione costante della proporzionalità.

Prima del 3 giugno: perché il caso Rudnev ha bisogno di un nuovo inizio

Di Alessandro Amicarelli — Il 3 giugno, la Corte di Cassazione argentina esaminerà la richiesta della procura di rinviare in carcere Konstantin Rudnev, attualmente agli arresti domiciliari. Tale richiesta arriva dopo un anno segnato da irregolarità procedurali, emergenze mediche e scelte investigative che hanno gravato maggiormente sulla persona meno coinvolta negli eventi che hanno dato origine al caso. Avendo seguito la questione da vicino, credo che la Corte abbia ora l’opportunità di correggere un percorso che ha causato un danno profondo e non ha prodotto alcun beneficio corrispondente per la giustizia.

Il caso Rudnev al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite: ancora una volta

di Massimo Introvigne — Il caso del maestro spirituale russo Konstantin Rudnev, detenuto in Argentina dal 2025, ha subito una svolta drammatica e profondamente preoccupante. CAP-LC e United for Human Rights hanno ora presentato una nuova dichiarazione scritta al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, avvertendo che la situazione è "significativamente peggiorata" rispetto alla precedente dichiarazione presentata durante l’ultima sessione del Consiglio.

Scientology: Berlino alla fine cede

di Massimo Introvigne — La Germania è nota per la sua affidabilità. A volte questo è impressionante, come nel caso della sua ingegneria di precisione, dei treni puntuali e degli archivi ben organizzati. Altre volte, invece, porta a situazioni bizzarre, come il fatto che per quasi trent’anni i servizi segreti interni del paese abbiano tenuto sotto controllo Scientology, ben dopo che i timori politici degli anni ’90 erano svaniti. Il Bundesamt für Verfassungsschutz (Ufficio per la Protezione della Costituzione) ha ora discretamente posto fine a questo monitoraggio, un po’ come chi chiude silenziosamente una porta che avrebbe preferito non aver mai aperto.

Quando una Corte di Cassazione ignora gli standard internazionali: una riflessione sulla sentenza Rudnev

Di Alessandro Amicarelli — La sentenza del 4 giugno della Corte di Cassazione argentina sul caso Konstantin Rudnev merita un attento esame alla luce del diritto internazionale. I principi che regolano la detenzione preventiva sono tra i più consolidati nella giurisprudenza mondiale sui diritti umani. Esistono per evitare che una misura procedurale diventi una forma di punizione. Richiedono una rigorosa necessità, una valutazione individualizzata e una valutazione costante della proporzionalità.

Prima del 3 giugno: perché il caso Rudnev ha bisogno di un nuovo inizio

Di Alessandro Amicarelli — Il 3 giugno, la Corte di Cassazione argentina esaminerà la richiesta della procura di rinviare in carcere Konstantin Rudnev, attualmente agli arresti domiciliari. Tale richiesta arriva dopo un anno segnato da irregolarità procedurali, emergenze mediche e scelte investigative che hanno gravato maggiormente sulla persona meno coinvolta negli eventi che hanno dato origine al caso. Avendo seguito la questione da vicino, credo che la Corte abbia ora l’opportunità di correggere un percorso che ha causato un danno profondo e non ha prodotto alcun beneficio corrispondente per la giustizia.