2007-2026: quando la responsabilità salvaguarda l’ordine costituzionale di Taiwan

di Alessandro Amicarelli — Sono trascorsi oltre diciannove anni dal 13 luglio 2007, quando la Corte Suprema di Taiwan si pronunciò con assoluta chiarezza. Quel giorno, il Tai Ji Men fu dichiarato completamente innocente da tutte le accuse penali, compresa l'evasione fiscale. La Corte Suprema affermò una volta per tutte che il contenuto delle buste rosse donate dai dizi (discepoli) del Tai Ji Men al loro Shifu (Gran Maestro) era un regalo e non un reddito imponibile, contrariamente a quanto sostenuto dall'Ufficio Nazionale delle Imposte (NTB), che le aveva considerate tasse scolastiche. La sentenza della Corte Suprema fu inequivocabile, imparziale e definitiva.

Shincheonji nel Regno Unito: pregiudizi dei media, etichette di “setta” e la realtà di una comunità centrata sulla Bibbia

di Alessandro Amicarelli — Il tema della mia presentazione può essere visto da diverse prospettive, tra cui l’etica dei media, la libertà religiosa e il trattamento riservato alle comunità religiose minoritarie nelle società democratiche. L’argomento in questione è il caso di Shincheonji nel Regno Unito, attiva sotto il nome New Heaven New Earth – Shincheonji Church of Jesus. Il punto centrale qui non è se si sia d’accordo o meno con la teologia di Shincheonji, ma se il dibattito pubblico su questa organizzazione sia stato guidato dall’obiettività o dal pregiudizio.

Il presidente del Consiglio Globale di URI chiede maggiore responsabilità da parte dei media in occasione della quarta conferenza mondiale sul dialogo e la cooperazione religiosa

Alla 4ª Conferenza mondiale sul dialogo e la cooperazione interreligiosa, svoltasi a Skopje, nella Macedonia del Nord, dal 22 al 26 giugno 2026, studiosi di religione, esponenti delle comunità religiose e leader della società civile si sono riuniti per riflettere sul tema della conferenza: "La religione come arma di guerra: nel passato, nel presente e nel futuro". L'evento è stato organizzato in collaborazione con la Cattedra UNESCO di Studi e Ricerche Interculturali e il Centro di Studi e Ricerche Interculturali della Facoltà di Filosofia di Skopje.

Shincheonji e la Chiesa dell’Unificazione: il Ministro della Giustizia della Corea del Sud promette «punizioni severe» per i «falsi profeti»

di Massimo Introvigne — Il Ministro della Giustizia sudcoreano, Jeong Seong-ho, ha pubblicato un incredibile post su Facebook che conferma ciò che molti temevano. Un uomo di novantacinque anni, il presidente di Shincheonji Lee Manhee, è in stato di arresto con l'accusa di reati che non implicano violenza e non comportano alcun rischio di fuga. Il presunto reato è una supposta violazione del principio di separazione tra religione e Stato.

Un limite pericoloso superato a Seul: l’arresto del presidente Lee

Lee Man-hee, il leader della Chiesa di Gesù di Shincheonji, comunemente noto come Presidente Lee, è stato arrestato oggi con accuse che molti considerano profondamente sproporzionate rispetto al caso in questione. Qualunque sia l’esito legale finale, l’immagine in sé è profondamente preoccupante: un anziano leader religioso che rischia la detenzione sulla base di accuse che, agli occhi di molti osservatori, appaiono ridicole in un paese da tempo considerato una democrazia. Come suggerisce l’analisi di Massimo Introvigne, questo momento dovrebbe spingere a riflettere su come, in un periodo in cui la libertà religiosa è già sottoposta a pressioni costanti, il caso rischia di oltrepassare un limite che non avrebbe mai dovuto essere affrontato in una società democratica.

Argentina: lo schema inquietante di Fernando Arrigo

Di Alessandro Amicarelli — Il mio interesse per il procuratore Fernando Arrigo e il suo team è nato dalla loro ossessione per il processo contro il dissidente e maestro spirituale russo Konstantin Rudnev, accusato di essere il leader di una "setta". Approfondendo il caso, ho scoperto che Arrigo mostra una simile fissazione anche nel procedimento contro il leader Mapuche Facundo Jones Huala. I media argentini riferiscono che un terzo caso ha sollevato analoghe preoccupazioni riguardo alla sua condotta. Si tratta del caso di Franco Casco.

Ultime notizie dal Giappone: quando la fede diventa un bersaglio

Il trattamento riservato dal Giappone alla Chiesa dell'Unificazione segnala e rafforza una più ampia erosione della libertà religiosa in tutta la regione. La preoccupazione non è limitata al solo Giappone: in Corea del Sud, l'arresto odierno del presidente Lee, il leader novantacinquenne della Chiesa di Gesù Shincheonji, sulla base di accuse che appaiono irragionevoli e politicamente motivate, solleva seri interrogativi sulla direzione che Seul sta prendendo. Allo stesso modo, in Argentina, Konstantin Rudnev resta in stato di detenzione per accuse che non solo sono deboli ma, secondo i critici, del tutto infondate; uno sviluppo che si concilia malamente con un paese fondato sullo stato di diritto e che lo fa apparire, almeno in questo caso, scomodamente simile ai sistemi più autoritari della regione.

Argentina: una nuova svolta nel caso Rudnev

di Alessandro Amicarelli — Si è tenuta oggi una nuova udienza nel lungo e travagliato caso di Konstantin Rudnev, il maestro spirituale russo le cui condizioni di salute si sono aggravate al punto che diversi medici hanno concluso che non può sopportare in sicurezza la carcerazione. L'udienza si è concentrata sulla richiesta della difesa di rinviare la perizia medico-legale prevista per il 25 giugno 2026. L'esito di tale perizia determinerà se Rudnev rimarrà agli arresti domiciliari o se verrà riportato in carcere, una decisione che potrebbe avere conseguenze potenzialmente letali per un uomo le cui condizioni fisiche sono state ripetutamente descritte dagli specialisti come fragili.

Appello per la protezione immediata e continuata da parte della polizia a favore dei membri della Religione Ahmadi della Pace e della Luce (AROPL)

14 ONG chiedono alle autorità britanniche di porre fine alle intimidazioni, alle vessazioni e alle violenze.

17 giugno 2026

Alle autorità competenti,

Noi, ONG, accademici e sostenitori dei diritti umani e della libertà religiosa qui sottoscritti, scriviamo per esprimere la nostra profonda preoccupazione riguardo al crescente fenomeno di vessazioni, violenza e intimidazioni mirate nei confronti dei membri dell'Ahmadi Religion of Peace and Light (AROPL) a Crewe, in particolare presso la Webb House, e sempre più spesso in altri luoghi in cui risiedono i membri.

Il verdetto su OneTaste è stato criticato al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite

di Alessandro Amicarelli — Si apre il 15 giugno a Ginevra la 62a sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite e tra le dichiarazioni scritte già depositate figura un importante intervento della ONG CAPLC (Coordination des associations et des particuliers pour la liberté de conscience), un organismo di monitoraggio delle questioni sulla libertà religiosa accreditato presso l'ECOSOC, sul caso OneTaste. Il documento sollecita il Consiglio a esaminare le implicazioni delle condanne di Nicole Daedone e Rachel Cherwitz, condannate rispettivamente a nove e sei anni e mezzo di reclusione il 30 marzo 2026. CAPLC presenta il caso come un punto di svolta nell'interpretazione della legge sulla tratta di esseri umani, con conseguenze che si estendono ben oltre gli Stati Uniti.

Abusi da parte della procura in Argentina: una crescente preoccupazione per i diritti umani

di Alessandro Amicarelli — Negli ultimi anni, l’Argentina è stata teatro di una serie di casi penali che rivelano uno schema preoccupante: i pubblici ministeri hanno ampliato i propri poteri ben oltre i limiti fissati dalla legge, interpretando le norme in modo creativo e trattando le prove con un grado di negligenza che solleva gravi preoccupazioni in materia di diritti umani. In qualità di avvocato specializzato in diritti umani a livello internazionale, ho seguito questi sviluppi con crescente apprensione. La questione non si limita a un unico ambito o a una singola comunità. Colpisce le minoranze religiose stigmatizzate come sette, i dissidenti, gli attivisti indigeni e i cittadini comuni intrappolati negli ingranaggi di un sistema giudiziario che a volte sembra funzionare senza adeguati controlli.

«Intese»: Strasburgo condanna l’Italia per quarant’anni di esclusione dei Testimoni di Geova

di Massimo Introvigne — La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha emesso una sentenza che ridefinisce il rapporto tra lo Stato italiano e le minoranze religiose. L’11 giugno 2026 la Corte ha ritenuto all’unanimità che l’Italia ha discriminato l’associazione che rappresenta i Testimoni di Geova in Italia, escludendoli dal sistema delle cosiddette «intese». Queste intese costituiscono la porta d’accesso al principale meccanismo di finanziamento religioso del Paese, l’«otto per mille», che consente ai contribuenti di scegliere enti religiosi che ricevono lo 0,8% delle proprie imposte.

Il caso Rudnev: nuove prove delle falsificazioni da parte della procura

Di Alessandro Amicarelli — Il caso Rudnev continua ad evolversi in modi che sarebbero difficili da credere se non fossero così accuratamente documentati. Ciò che è emerso ora non è un’irregolarità isolata, né una momentanea mancanza di diligenza della procura, ma l’ennesimo esempio di un modello consolidato da tempo: la costruzione di accuse basate su supposizioni non solo non verificate, ma palesemente false. Quest’ultimo episodio, riguardante il presunto mancato rispetto da parte di diversi imputati degli obblighi di registrazione di routine, si inserisce perfettamente in questo preoccupante continuum.

Konstantin Rudnev e l'idea di un mondo senza prigioni

Di Alessandro Amicarelli — Konstantin Rudnev ha trascorso più di un decennio dietro le sbarre. Undici di quegli anni li ha scontati in Russia dopo un processo che gli osservatori internazionali considerarono profondamente viziato. Ora è detenuto in Argentina con accuse che rispecchiano quelle usate contro di lui in Russia, una continuità che solleva serie preoccupazioni sulla circolazione transnazionale di accuse non verificate. La sua lunga esperienza di detenzione lo ha portato a sviluppare una riflessione sulla natura delle carceri e sul futuro della giustizia penale. Recentemente ha pubblicato un breve video che merita attenzione, sia per il tono che per le idee che propone.

Quando una Corte di Cassazione ignora gli standard internazionali: una riflessione sulla sentenza Rudnev

Di Alessandro Amicarelli — La sentenza del 4 giugno della Corte di Cassazione argentina sul caso Konstantin Rudnev merita un attento esame alla luce del diritto internazionale. I principi che regolano la detenzione preventiva sono tra i più consolidati nella giurisprudenza mondiale sui diritti umani. Esistono per evitare che una misura procedurale diventi una forma di punizione. Richiedono una rigorosa necessità, una valutazione individualizzata e una valutazione costante della proporzionalità.

Prima del 3 giugno: perché il caso Rudnev ha bisogno di un nuovo inizio

Di Alessandro Amicarelli — Il 3 giugno, la Corte di Cassazione argentina esaminerà la richiesta della procura di rinviare in carcere Konstantin Rudnev, attualmente agli arresti domiciliari. Tale richiesta arriva dopo un anno segnato da irregolarità procedurali, emergenze mediche e scelte investigative che hanno gravato maggiormente sulla persona meno coinvolta negli eventi che hanno dato origine al caso. Avendo seguito la questione da vicino, credo che la Corte abbia ora l’opportunità di correggere un percorso che ha causato un danno profondo e non ha prodotto alcun beneficio corrispondente per la giustizia.

Il caso Rudnev al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite: ancora una volta

di Massimo Introvigne — Il caso del maestro spirituale russo Konstantin Rudnev, detenuto in Argentina dal 2025, ha subito una svolta drammatica e profondamente preoccupante. CAP-LC e United for Human Rights hanno ora presentato una nuova dichiarazione scritta al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, avvertendo che la situazione è "significativamente peggiorata" rispetto alla precedente dichiarazione presentata durante l’ultima sessione del Consiglio.

Scientology: Berlino alla fine cede

di Massimo Introvigne — La Germania è nota per la sua affidabilità. A volte questo è impressionante, come nel caso della sua ingegneria di precisione, dei treni puntuali e degli archivi ben organizzati. Altre volte, invece, porta a situazioni bizzarre, come il fatto che per quasi trent’anni i servizi segreti interni del paese abbiano tenuto sotto controllo Scientology, ben dopo che i timori politici degli anni ’90 erano svaniti. Il Bundesamt für Verfassungsschutz (Ufficio per la Protezione della Costituzione) ha ora discretamente posto fine a questo monitoraggio, un po’ come chi chiude silenziosamente una porta che avrebbe preferito non aver mai aperto.

Il caso di Konstantin Rudnev in Argentina: una lettera aperta (25 maggio 2026)

I pubblici ministeri prevenuti che tentano di incarcerare nuovamente un uomo agli arresti domiciliari e in gravi condizioni di salute dovrebbero essere allontanati.

Noi, organizzazioni firmatarie impegnate nella difesa della libertà di religione o di credo e nella tutela dei diritti umani fondamentali, esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per la situazione di Konstantin Rudnev, un maestro spirituale russo attualmente agli arresti domiciliari in Argentina.

Il caso Rudnev in Argentina: perché la ricusazione dei pubblici ministeri è diventata un imperativo guiridico

Di Alessandro Amicarelli — Quando ho scritto per la prima volta del caso di Konstantin Rudnev in Argentina, l’ho descritto come un esempio eclatante di abuso di potere da parte della procura, un procedimento guidato più dalla fantasia che dalle prove. All’epoca, avevo sottolineato l’uso improprio della detenzione preventiva, la costruzione di una narrazione sul traffico di esseri umani collegata a una “setta” ma non supportata dai fatti, e il maltrattamento istituzionale inflitto a una giovane donna, E., la cui vulnerabilità era stata trasformata nel cardine di un’accusa che si è rivelata infondata non appena si sono esaminati gli atti.