Il diritto di credere e non credere
La Suprema Corte di Cassazione sulla propaganda dell’UAAR: vietato discriminare atei e agnostici nella professione del loro credo 'negativo'. Si possono condividere o meno le idee e approvare o meno le iniziative dell’UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti), ma hanno certamente il diritto inalienabile di credere (e non credere) quel che gli pare e manifestare liberamente le loro idee. Diritto sacrosanto sancito dalla Carta Costituzionale (art. 21), ma tutt’altro che scontato. Infatti, per affermare questo diritto e poter affiggere alcuni manifesti con i quali esprimevano la loro idea, hanno dovuto dar battaglia legale per sette anni e far ricorso fino alla Suprema Corte avverso a precedenti sentenze censuranti.